[artista ibleo]

MUSEO

FRANCESCO LOMBARDO DI GIUSEPPE

Francesco Lombardo

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Museo convenzionato con il Comune di Floridia dal 18/01/2012

MUSEO DEMOETNOANTROPOLOGICO
DICHIARATO D´INTERESSE REGIONALE

Il Dipartimento dei beni culturali e dell'identità siciliana ha dichiarato che la raccolta del sig. Giuseppe Lombardo, rappresenta una rara espressione dell’arte popolare siciliana quale la lavorazione artigianale della cartapesta ed è di eccezionale interesse etnoantropologico.

Notifiche ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. nr. 42/2004 e ss. mm. ii:

- D.D.G. n.2187 del 24/07/2013

- D.D.G. n.5797 del 06/12/2019

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C O M U N I C A Z I O N E


IN OSSERVANZA AI DECRETI LEGGE MINISTERIALI E REGIONALI

QUESTO MUSEO E' RIMASTO CHIUSO SIN DALLA DICHIARAZIONE GOVERNATIVA

ALLO STATO DI EMERGENZA NAZIONALE PER CONTRASTARE

LA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS COVID-19

E IL NUOVO CORONAVIRUS SARS-COV2

IN ATTUAZIONE DEL DPCM 3 NOVEMBRE 2020 ART.1 MISURE URGENTI DI

CONTENIMENTO DEL CONTAGIO SULL'INTERO TERRITORIO NAZIONALE

COMMA 9 LETTERA R) SONO SOSPESI LE MOSTRE E I SERVIZI DI APERTURA

AL PUBBLICO DEI MUSEI FINO AL 03 DICEMBRE 2020


FATTO SALVO NUOVA DISPOSIZIONE GOVERNATIVA

| ordinanza contingibile e urgente n. 22 del 2 giugno 2020 - Regione Siciliana |

| ordinanza contingibile e urgente n. 37 del 9 settembre 2020 - Regione Siciliana |

| DPCM 13 ottobre 2020 |

| DPCM 13 ottobre 2020 allegato |

| DPCM 18 ottobre 2020 |

| DPCM 3 novembre 2020 |

| regolamento visite al museo |

emergenza coronavirus



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IL PRIVATO MUSEO ESPONE LA RACCOLTA DI FRANCESCO LOMBARDO, SCULTORE E MAESTRO DELLA CARTAPESTA DI PALAZZOLO ACREIDE


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Francesco Lombardo ricordato dai paesani “don ciccio pastasciutta”, era un estroso maestro palazzolese che creava oggetti in cartapesta nel suo laboratorio in località costa fontana secca a Palazzolo Acreide, tra gli anni '30 e '50 del '900, erano i giocattoli decorati a mano di svariate forme e dimensioni.
La famiglia Lombardo espone in questo museo, gli attrezzi, i calchi, i manufatti di cartapesta, mostrando il sapere di un’arte unica e irripetibile che ha caratterizzato la tecnica di lavorazione di cui don ciccio pastasciutta ne fu un eccellente maestro.
L’arte contemporanea dello stile floreale e futurista dell'epoca, influenzarono il metodo di lavorazione del maestro Francesco Lombardo, gli studiosi del settore hanno definito “la sua era un’arte unica nel suo genere, rara e preziosa” e che si riallaccia persino in alcuni tratti a Chagall, come ebbe a dire il critico d’arte Lantieri del Comanducci di Milano.
Il museo conserva la memoria artistica del maestro e di tanti paesani che lo conobbero, l’estro creativo di don ciccio pastasciutta testimonia una realtà locale vissuta tra il tramontare dell’arte neoclassica e l’affermarsi di quella contemporanea, inoltre espone una rara rassegna fotografica di bambini giocando a cavallo.
I fotografi locali compravano i cavallucci del maestro mettendoli a disposizione per i bambini anche per quei che non potevano permettersi lo scatto fotografico, ci si accontentava di un flash fotografico per donare in un istante di felicità, ed era il modo dei fotografi per guadagnasi da vivere.
I giocattoli del maestro venivano molto apprezzati tra i bambini e persino tra gli adulti dell’epoca, erano molto popolari nelle province di Siracusa e Ragusa del comprensorio Ibleo, li conobbero fino oltre oceano negli Stati Uniti d’America e Australia.
L’arte del maestro ha segnato un percorso artistico importante nella storia siciliana, fatta di idee, amore, passione, creatività, manualità e gestualità, il vissuto di un uomo che merita di essere ricordato dalle generazioni di ogni tempo.
Anche per il carnevale, il maestro seppe donare sorrisi e allegria a bambini e adulti, era arrivato il momento della pausa scolastica e dei lavoratori, per distendersi, rallegrarsi e ripartire con più grinta.
Quei giorni talvolta piovosi e freddolosi, raccoglieva per strada bambini e adulti, stretti attorno a un focolare di legna ardente per riscaldarsi, avvolti dagli odori sprigionati dagli incandescenti ceppi accesi, tra coriandoli, stelle filanti, costumi variopinti e mascherine buffe.
Nel frattempo, le nubi fitte erano pronte a scatenare acquazzoni deboli cariche d’acqua, intervallati da quelli forti, mentre le luci delle strade si accendevano gradualmente d’intensità.
Si rimaneva tante volte meravigliati a vedere cadere la neve e imbiancare i tetti delle case e le delle strade.
Era il momento di rassicurarsi lo svago, il divertimento, il sorriso, il calore tra danze, canti popolari, abbuffate di salsiccia, pane casereccio, vino patronale e dolci tipici locali, era la spensieratezza della gente che predominava, il culmine di felicità che riempiva l’animo dei palazzolesi.
Inoltre, il maestro Francesco Lombardo realizzò sculture monumentali e ornamenti di arredo urbano in stile Liberty, una delle più importanti opere si trova al cimitero monumentale di Palazzolo Acreide, nella cappella del cavaliere Cesare Judica, la statua dell’angelo del Signore, simbolicamente scendendo dal cielo, benedice con la mano destra rivolta verso l’alto.


INAUGURAZIONE VIALE 27 OTTOBRE 2007


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GIUSEPPE LOMBARDO FIGLIO DEL MAESTRO


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La ricostruzione storica delle origini della mia famiglia si comprende nel rintracciare e classificare l’arte che produceva mio padre nel primo ‘900 del secolo scorso.
Questo momento è stato il periodo più bello, più intenso della mia vita.
Mio padre “Francesco Lombardo” ricordato dai paesani “don ciccio pastasciuta” e conosciuto come scultore e maestro della cartapesta nel comprensorio ibleo, lui ha avuto il privilegio, oggi, di essergli riconosciuta dai conservatori dei beni culturali, il sapere e la capacità artistica e creativa di un arte unica nel suo genere ricca di fantasia, ma che ha vissuto principalmente l‘influenza dell’arte floreale e futurista di inizio secolo, che merita di essere trasferita alle generazioni future.
Sono stati anni impegnativi, mossi tra la ricerca, la memoria, di cui la mia famiglia mi ha spinto a cercare tra i cittadini dell’ibleo, i ricordi, le testimonianze, le emozioni e le opere che hanno caratterizzato quell’epoca.
Desideroso di portare alla luce quanto di più fosse stato da lui realizzato, la mia forza d’animo, l’impegno, la perseveranza nel ricercare le fonti del suo vissuto, hanno fatto sì che si realizzasse un sogno che dal tempo della mia permanenza a Genova mi accarezzava l’idea di fondare un museo.
Durante i dialoghi con gli anziani che conobbero mio padre, ho potuto raccogliere immagini fotografiche accompagnate dal susseguirsi di racconti l’uno dietro l’altro che mi fornivano spontaneamente, ed è stato il momento più emozionante come il gioco di una giostra in movimento dai suoni rallegranti.
Quei ricordi dal sapore nostalgico dai luoghi vissuti da mio padre sono conservati meravigliosamente tra la gente, con cuore rallegrato posso dire che ho trovato una immensa partecipazione affettiva, unica, irripetibile, impregnata di particolari che sono stati davvero preziosi.
L’antica memoria degli anziani ha rappresentato una cerniera di ricordi tra il passato e il presente, che mi ha fatto meglio comprendere il rapporto di mio padre con gl’altri e per ricondurci al vissuto artistico in quel laboratorio impiantato in periferia, riscoprendo le nostre radici.
Una ricchezza artistica lunga e inesauribile e per molti aspetti anche stimolante.
Gli oggetti d’arte ritrovati e i documenti sono stati conservati e catalogati scrupolosamente al museo privato di famiglia ed esposti gratuitamente per essere visitati dai studiosi.
Il vissuto del maestro Francesco Lombardo testimonia la creazione di tanti giocattoli di vari misure di cartapesta per il divertimento dei bambini, di maschere, mascherine con merletto e costumi di carnevale, anche il lancio di piccole mongolfiere di carta velina i "palluna", lanciati per le festività religiose del Santo patrono, testimoniano i ricordi di quel tempo fatto di cose belle e umili.
Da un lavoro di autenticazione dei lavorati del maestro Francesco Lombardo, effettuati dal dott. Gaetano Pennino direttore della Casa Museo di Antonino Uccello di Palazzolo Acreide e da una serie di incontri tenuti con il Sindaco di Palazzolo Acreide l’avvocato Domenico Nigro, di Sabato 27 ottobre del 2007 in coincidenza dei 25 lustri dalla nascita del maestro, insieme alle scolaresche, i cittadini e le autorità locali, hanno presenziato all’inaugurazione di un viale dedicato a Francesco Lombardo “scultore, maestro della cartapesta”, presso la villa comunale “giardino storico” di Palazzolo Acreide.
In sua memoria si è attivato un servizio filatelico di annullo postale diretto e coordinato dalle Poste Italiane.

Affettuosi ringraziamenti giungono a tutti coloro che hanno contribuito a valorizzare l’operato del maestro Francesco Lombardo.

Il fondatore del museo privato di famiglia.
Giuseppe Lombardo


Francesco LOMBARDO - don ciccio pastasciutta - definito dai culturi dell'arte e di quanti lo conobbero una figura poliedrica, che rimane nella storia siciliana un´artista ibleo di Palazzolo Acreide unico ed esemplare. D'interesse culturale, rappresenta un tassello nell'antropologia per capire le dinamiche del vissuto nel comprensorio ibleo .

Hanno detto di lui:

- L'antropologo e direttore della Casa Museo A. Uccello di Palazzolo Acreide dott. Gaetano Pennino - “... un artista significativo perchè esprime una sapienza artigianale non molto diffusa e anche con parecchi segni di caratterizzazione stilistica di gusto e di formalizzazione davvero originali, due aspetti emergono, da un lato l´ inclinazione dell´ artista a riprodurre un mondo fanciullesco dall´ altro vi è l´ aspetto più solenne più austero che si manifesta nella lavorazione della pietra, ma prevalente legato al gioco alla costruzione dei giocattoli che sono davvero preziosi ...”

- Il soprintendente artistico, ordinario di storia dell´arte prof. Paolo Giansiracusa - “... la sua era la fabbrica dei sogni, il luogo della magia e della finzione, lo spazio dell´ eterno sorriso.. e .. che nel settore dell´ intaglio lapideo, riprende le forme del neoclassicismo ibleo e accenna ai primi timidi germogli di quel liberty che in pochi anni diventerà lo stile ufficiale del nostro territorio per oltre un trentennio...”

- Il pedagogo esperto di tradizioni popolari prof. Nello Blancato - “... un antesignano della produzione di giocattoli e maschere, aveva la capacità di regalare felicità e gioia ai bambini, una pagina importante che rimane nella storia delle tradizioni popolari ...”

- Il Sindaco di Palazzolo Acreide avv. Domenico Nigro - “... ha rappresentato per le generazioni passate un punto di riferimento per la cultura popolare, era costruttore di giochi di maschere e di mongolfiere, un´ artista di una certa finezza dove al cimitero di Palazzolo A. sono custodite opere significative di una certa importanza ...”

- Il critico e storico dell’arte Sebastiano Lantieri per conto del “Comanducci” di Milano a Palermo - “... un nostro “Chagall” sui generis, marcato Sicilia, pieno di risorse, d’inventiva artigianale favolosopopolaresca, d’afflato poetico d’ampio respiro ...”

- Lo scrittore, professore naturalista Paolino Uccello - “... don Ciccio costruiva, con le sue abili mani, la personificazione del carnevale, la maschera principale, massima, l’oggetto di tutte le gioie, di tutti i dolori, dei finti piagnistei, del pazzo furore di quanti sono spensierati ...”

- Il Sindaco di Floridia avv. Orazio Scalorino - “... I cavalli a dondolo, le maschere, le mongolfiere, create da “don Ciccio Pastasciutta” hanno rappresentato la gioia di tanti bambini che li hanno ricevuti in dono e che con loro hanno dato libero sfogo alla propria fantasia ...”

- L'esperto catalogatore U.O. IX Beni Demoantropologici di Siracusa dott. Giuseppe Implatini - “... sapiente della sua attività era sintesi di molte originarie conoscenze e tradizioni. Un uomo dotato di grande creatività, capace di dedicarsi con passione alla costruzione delle sue opere ...”

- Il presidente della Pro Loco di Floridia Davide Gozzo - “... i giocattoli d’epoca di Don Ciccio Lombardo non sono semplici oggetti ludici, sono i testimoni di un tempo che non c’è più, fatto di valori e semplicità, pregno di gioia ...”

- Il dirigente U.O. IX Beni Demoantropologici di Siracusa dott.ssa Rita Insolia - “... di rilevante importanza è il patrimonio che l’artista Don Ciccio ci ha lasciato: ciccupeppi, cavalli a dondolo o su rotelle, maschere, palloni volanti, ecc.; una ricchezza a testimonianza di un mestiere, rara espressione dell’arte popolare in un determinato periodo storico, un’ingegnosa attività artigianale scomparsa con l’avvento del prodotto industriale in plastica ...”

- Il Sindaco di Floridia dott. Arturo Spadaro - “... esiste un museo di giocattoli nella nostra floridia, rappresentato da una serie di giocattoli in cartapesta fatti dal maestro Lombardo che sono stati raccolti dal figliolo e portati qui per l'affluizione di tutti gli appassionati di questa particolare attività culturale ...”

- Il saggista, scrittore e strorico delle tradizioni popolari prof. Luigi Lombardo - “... don Ciccio esercitava il mestiere di falegname, ma la sua attività era assorbita dal ciclo delle feste paesane per le quali lavorava: in vista dei "Morti" preparava i giocattoli più richiesti dal popolo, come i cavallucci di cartapesta, carrettini, "Ciccupeppi" che egli lavorava nella bottega del quartiere Costa. Dopo veniva il Natale e don Ciccio modellava i pastori di creta cotta al sole. Ma il clou erano le maschere di carnevale, "i facceri", nella cui lavorazione era maestro ...”

- Il giornalista della Camera di Commercio di Siracusa Giuseppe Aloisio - “... Francesco Lombardo ha saputo coniugare l'artigianato con l'estro naturale e l'arte semplice e serena della quotidianità. Per questo è divenuto uno dei più genuini rappresentanti della cultura popolare palazzolese e non solo ...”

- Il giornalista Roberto Rubino - “... solo la mano destra protesa verso il cielo manca delle dita, limate dalla cancrena dello smog, pur senza togliere slancio all'insieme. Una silenziosa testimonianza, quindi, che racconta ai giovani e ricorda ai meno giovani dekk'estro di un personaggio che solcò l'oceano credendo di trovare la sua identità per accorgersi, dopo poco tempo, che essa era rimasta tra la usa gente ...”

- Il falegname mobiliere di Palazzolo Acreide Paolo Costa - “... meravigliava di come realizzava i suoi lavori con una mano, calmo nella espressione era un vero maestro nella costruzione di giocattoli e maschere di cui avevano un certo valore ...”

- Il figlio del Negoziante floridiano "ù bassu" sig. Ettore Signorelli - “... era uno specialista nel campo dell’artigianato dei giocattoli; portava nel suo campionario carrettini siciliani, pulcinella, trenini di legno che venivano tirati dai bambini con un pezzo di spago. Costruttore di belle maschere per il carnevale, ma soprattutto era un gran maestro nella costruzione di cavalli montati su telaio con 4 rotelle e di cavalli a dondolo che non si distruggevano mai ...”

- La giornalista Federica Puglisi - “... Francesco Lombardo, uno dei primi artisti della cartapesta, che amava realizzare maschere e sculture antropomorfe, tuttora conservate nalla Casa Museo A. Uccello ...”

- Il giornalista Dino Cartia - “... don ciccio pastasciutta era una sorta di emporio di tutta una serie di oggetti che facevano la felicità di grandi e piccini ...”

- L'assessore ai Rapporti Unesco e Aree Museali dott.ssa Angelica Billiani - “... figura di spicco nell'ambito locale era quella del maestro Francesco Lombardo, che negli anni '40 è tra i primi maestri della cartapesta, a lui si devono la realizzazione di maschere e sculture antropomorfe, che servivano a vivacizzare i carnevali palazzolesi ...”

- La comunià palazzolese di Melbourne - “... Francesco Lombardo conosciuto come Don Ciccio Pastasciutta, un artista a modo suo, che faceva la gioia dei bambini con le sue creazioni di giocattoli originali ...”

- Il giornalista Salvatore Mezio - “... dotato di una spiccata creatività si dedicò al legno e alla cartapesta e ad altri materiali eterocliti; si mise a costruire giocattoli e maschere di carnevale e il lancio di palloni aerostatici ...”

- L'assesore regionale ai Beni culturali dott.ssa Mariarita Sgarlata - “... l'impegno di tutelare e conservare, per mezzo anche del Registro delle Eredità Immateriali l'eccezionale patrimonio "intangibile" dei saperi artigianali rappresentativi della vera identità siciliana ...”

- L’insegnante Maria Lantieri moglie dell’avv. Rosario Branca - “... il disegno raffigurante un cavallo in corsa in atteggiamento di slancio venne commissionato da mio marito, avv. Rosario Branca all’amico palazzolese Francesco Lombardo (detto Don Ciccio Pastasciutta) nel gennaio 1946, doveva rappresentare il simbolo politico di una lista locale “Unione Popolare”, per le elezioni amministrative a Palazzolo A. che vennero espletate il 24 marzo del 1946, iin quella occasione, divenne il simbolo vincente che consentì a mio marito di affermarsi primo Sindaco eletto dal popolo di Palazzolo A. del dopoguerra ...”

- Il signor Sam Liistro di Palazzolo Acreide trasferito nella comunità palazzolese a Melbourne in Australia - “... e chi non ricorda “don ciccio pastasciutta”, era un uomo popolare tra gli anni ‘30 e ‘50, in particolare ricordo noi bambini che aspettavano con ansia il giorno dei morti, per trovare i famosi fichi secchi, solo se eravamo stati buoni, altrimenti trovavamo cenere e carbone. Uno dei personaggi dell'epoca era il signor Francesco Lombardo con i suoi famosi lavori di cartapesta, con produzione di cavalli a dondolo, bambole, carri allegorici per la famosa sfilata del carnevale palazzolese. Ma per noi bambini soprattutto ricordiamo il famoso “ciccupeppi”, ci alzavamo ancora prima deIl'alba per andare a giocare con quel famoso giocattolo, ma guarda caso il nostro caro “ciccupeppi” scompariva in giornata, perché I nostri “mutticieddi” se lo portavano indietro per ricomparire il prossimo anno con lo stesso colore e gli stessi difetti ...”

- Il dottor Sebastino Messina di Catania - “... dopo una ricerca su internet, ho scoperto che la sua vera denominazione era “ciccupeppi”, i cui disegni si trovano a Floridia presso il Museo del Maestro Francesco Lombardo (Cicciu Pastasciutta, vero ideatore). Trattasi di un pupazzetto in legno, le cui braccia, dotate di piccoli piatti di latta, sono collegate alle due ruote, mediante un asse a camme, mentre altri due piatti sono fissati sul piano di appoggio. Un'asta di legno consente di spingere il tutto sulle ruote che girando mettono in moto il meccanismo che consente alle due coppie di piatti di battere tra loro, emettendo un "suono" ritmico a seconda della velocità di avanzamento, da ciò il nome batti-batti ...”

- il signore Pippo Ferla aiutante del maestro Francesco Lombardo nella fabbrica di giocattoli e maschere, pubblicamente in presenza dell'avv. Domenico Nigro - “... con le prime cinque mila lire guadagnate nella fabbrica di giocattoli e maschere di don ciccio pastasciutta, mi comprai il primo paio di scarpe ...”

- l'onorevole Carlo Giuliani di Palazzolo Acreide - “... ho conosciuto don ciccio pastasciutta e nè ho apprezzato tutto il vissuto e il suo operato ...” Organizzò le gite scolastiche e di piacere a Taormina, Giardini Naxos e Isola Bella di cui parteciparono Giuseppe e Graziella figli di don ciccio pastasciutta

- il saerdote. Padre Teodoro cugino del maestro Francesco Lombardo - “... è stato un uomo capace ed estroso, tutti qui a Palazzolo lo ricordiamo affettuosamente per quello che ha fatto e ci ha lasciato ...”

- il signore Storace Gaetano figlio di Vincenzo falegname di Piazza S. Antonio a Palazzolo Acreide che trovò fortuna in Venezuela - “... da ragazzino don ciccio pastasciutta mi chiamava per aiutarlo a realizzare i carrettini siciliani e i cavallucci e in ricompenso me ne regalava uno ...”

- la signora Rizza Elena - “... era il dopoguerra, da bambina andavo spesso nella fabbrica di don ciccio pastasciutta impregnata di vari odori di colla, di farina fermentata , di carta, di colori e di gesso ero affascinata da quel lavoro manuale dove creava con maestria fantastici cavallini e maschere, e quando non era convinto del risultato li rifaceva, dovevano essere belli e attraenti. Per la nostra famiglia è stato più di un amico, uno di noi, era un uomo volenteroso intelligente e pieno di inventiva, altruista che regalava a chi che sia i suoi giocattoli. Mi ricordo che don ciccio pastasciutta, mi regalò una bambola di cartapesta, lavorata con le sue mani appositamente per me che ancora oggi la tengo custodita a casa. A fine giornata quando si accorgeva che ero ancora lì, mi diceva vai a casa la mamma ti aspetta ...”

- I signori Salvatore Tripoli, Paola Di Pietro, Paolo Costa, Paolo Mazzone e Santo Angelico - “... il maestro Francesco Lombardo era un abile scalpellino della pietra bianca, incideva la pietra con l'utilizzo di appositi strumenti come le sgorbie non solo gli ornamenti decorative delle facciate delle abitazioni in stile floreale, ma scolpì anche sculture. Intorno al 1903 realizzò un angelo con il braccio destro alzato, in segno di benedizione e di una croce tenuta nella mano sinistra. La scultura venne sistemata al monumentale cimitero di Palazzolo Acreide, nella sommità della cappella del Cavaliere Cesare Judica realizzata dall’Arch. Prof. G. Vinci, ubicata a destra nel viale centrale del cimitero. era anche un estroso costruttore di giocattoli e maschere in cartapesta, alcuni giocattoli venivano costruiti in legno ed erano la traccola, il carretto, il calessino, l’asinello, il bue, il pastore con la pecorella, l’elefante e i ciccupeppe, altri giocattoli venivano realizzati in cartapesta, si trattava di cavalli irti e a dondolo, maschere e testoni in cartapesta di varie dimensioni e forme le più rappresentative erano il volto del vecchio, del pierrot, dell’orso, del l’asinello, del leone e la testa di re carnevale. Don ciccio pastasciutta per le feste patronali a Palazzolo Acreide per San Michele, l’Addolorata e San Giuseppe, costruiva grandi palloni di carta velina, di varie forme, di essi il più rappresentativo era lo “stellario”, caratterizzato da una forma di stella con cinque o sette punte, raffigurante da un lato il Santo patrono e dall’altro la lode al Santo. Altri palloni di carta velina erano i volti di fantasia, il gallo, il pesce, l’ oca e a tre pizzi che venne usato negli anni ’50 per festeggiare la ricorrenza del primo maggio, con la scritta “Viva il 1° Maggio” . Altri il pallone tipo mongolfiera con sette teste di drago, i palloni illuminati accesi con gli stoppini, una volta in volo, assumevano le sembianze di ninfe suscitando la gioia e lo stupore di grandi e piccini. I palloni venivano lanciati e fatti volare anche a Buscemi per la festa della Madonna al Bosco, a Cassaro per la festa di San Giuseppe, Sant’Antonio e San Sebastiano, a Ferla per Sant ’Antonio, San Sebastiano e la bellissima festa di Pasqua detta “A Paci“, a Buccheri per Sant’Antonio, a Santa Lucia per Santa Lucia di Mendola, a Madonna La Scala di Noto per Santa Maria a Scala, a Noto per San Corrado, a Canicattini Bagni per San Michele e a Ragusa Ibla per San Giorgio. In alcune di queste feste, don ciccio preparava su richiesta i cannoncini per il lancio dei “n’zareddi“ cioè fettuccine di carta colorata con la scritta della lode al Santo festeggiato. Inoltre don ciccio nella chiesa di Sant’Antonio Abate di Palazzolo Acreide vicino alla propria abitazione, durante il periodo natalizio faceva il presepe di pietra, preso dalla passione li rendeva verosimile alla realtà, utilizzava i suoi giocattoli in legno e il muschio fresco raccolto nelle campagne vicine al paese. ...”


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LA FAMIGLIA DEL MAESTRO LOMBARDO FRANCESCO


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I FIGLI DEL MAESTRO


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virgoletteCON LA COSTRUZIONE MATERIALE DEL COMPLESSO PLASTICO FUTURISTA SI VOLEVANO COSTRUIRE GIOCATTOLI PER FAR RIDERE I BAMBINI, ACQUISTANDO IL CORAGGIO FISICO, L’ECCITAMENTO DEI RUMORI, DEI COLORI E DEGLI ODORI, LA ELASTICITÀ E LO SLANCIO IMMAGINARIO DEL MOVIMENTO DEI GIOCATTOLI, UTILE ANCHE ALL’ADULTO, POICHÈ, COME EBBERO A DIRE BALLA E DEPERO, LO MANTERRÀ GIOVANE, AGILE, FESTANTE, DISINVOLTO, PRONTO A TUTTO, INSTANCABILE, ISTINTIVO E INTUITIVO


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virgoletteLA MASCHERA COSÌ COME IL CAVALLINO POSSONO DEFINIRSI OGGETTI D’ARTE DI BREVE, MEDIA O LUNGA DURATA DALLE FORME ANTROPOMORFE, CREATE DALLA MAESTRIA INGEGNOSA DELL’ELABORATO PLASTICO DELL’ARGILLA, RICAVATO DAI CALCHI E L'IMPIEGO DELLA CARTAPESTATA


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virgolettePER LE FESTE RELIGIOSE NELLE PROVINCE DI SIRACUSA E RAGUSA, VENIVANO LANCIATI LE MONGOLFIERE DI CARTA VELINA NEL CIELO BUIO DELLA NOTTE, ILLUMINATI DAL CEPPO ACCESO SORRETTO DA UNA MARGHERITA DI FIL DI FERRO INTRECCIATO, SORRETTI CON LE MANI SI INNALZAVANO COME NINFE TRA GLI SPARI RUMOROSI DELLA FESTA, ESALTANDO LA BELLEZZA DEI COLORI, LA LODE E L’IMMAGINE VOTIVA AL SANTO PATRONO


PUBBLICAZIONI / EVENTI


01_Carnevale_1995
02_I-Giocattoli-della-Casa-Museo_01.11.1996
03_Uno-Scrigno-di-Tesori-di-Pietra_Lug_1998
04_I-Siracusani_Gen_Feb-1999
05_I-Siracusani_Nov_Dic-1999

06_I-Siracusani_Gen_Feb-2000
07_Radici_Feb_2000
08_Antico-Carnevale-di-Palazzolo_17.02.2001
09_La-Provincia-di-Siracusa_02.12.2004
10_liberty_2005

11_I_Siracusani_Nov_Dic_2005
12_poster_eran21_g_2005
13_I-Siracusani_Gen_Feb-2006
14_poster_viale27102007_g
15_poster_vialedonciccio_2007_g1

16_IL_GLOBO_08.10.2007
17_La_voce_di_Canicattini_2007
18_Prospettive_Ott_2008
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20_Quaderno_elettronico_uso_didattico_Marzo_2010

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ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO DI FAMIGLIA


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virgoletteFRANCESCO LOMBARDO ISPIRATO DAL GALOPPO DEI CAVALLI IN CORSA AMERICANI, COSTRUIVA I CAVALLUCCI IMPIEGANDO LA CARTA E I DONDOLI IL LEGNO, LI RIFINIVA CON SPECIALI CADENZE GEOMETRICHE, DECORATE CON GRANDE MAESTRIA UNICI NEL SUO GENERE, I SUOI ERANO GIOCATTOLI CHE FACEVANO SOGNARE AD OCCHI APERTI A BAMBINI E ADULTI


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Calendario visite


Lunedì, Mercoledì, Venerdì / chiuso

Martedì, Giovedì / prenotazione
16,30 - 18,30
(ultimo ingresso 18,00)
(*)

Sabato / aperto
18,00 - 20,00
(ultimo ingresso 19,30)

Domenica e festivi / aperto
10,30 - 12,30 (*) / 18,00 - 20,00
(ultimi ingressi 12,00 (*) - 19,30)

(*) negli orari barrati sono sospese per l'emergenza epidemica coronavirus COVID-19


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GOVERNANCE MUSEO PRIVATO

DELLA FAMIGLIA LOMBARDO



Giuseppe Lombardo, fondatore

Francesco Lombardo, curatore

Fabrizio Lombardo, manager

Missione


Il museo privato di famiglia si fonda sul principio della divulgazione libera e gratuita della cultura, la conservazione e la valorizzazione dell’arte creativa del maestro Francesco Lombardo detto ”don ciccio pastasciutta” che operò nel primo ’900 del secolo scorso a Palazzolo Acreide.

Esclude tutte le finalità lucrative e non distribuisce utili a terzi, di pensiero aperto e democratico è apartitico e apolitico, rispetta le scelte umane e le sue personali informazioni che possano identificare o rendere identificabile una persona fisica.

Si propone di promuovere, diffondere e supportare l’arte in tutte le sue forme con particolare attenzione agli aspetti storici artistici, demoetnoantropologici e a quelli elencati dall’ICOM, l’identità nazionale, l’identità regionale, la produzione culturale, la promozione territoriale, che ha come obiettivo l’acquisizione, la conservazione, la ricerca, la comunicazione e l’esposizione permanente per scopi di studio, di educazione e di diletto, delle testimonianze materiali dell’umanità e dell’ambiente.


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DONAZIONI OGGETTI



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Indirizzo


via F. Crispi, 63 - 96014 Floridia

Email


info.museoflg@gmail.com

Informazioni