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MUSEO RICONOSCIUTO D'INTERESSE REGIONALE

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attualità


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Festosa uscita del simulacro di San Sebastiano bimartire

20 Gennaio 2017

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Venerdì ore 18.00, festosa uscita del simulacro di San Sebastiano Bimartire accompagnato dalle Confraternite e Congregazioni della città di Floridia dal Comitato San Sebastiano di Siracusa e dai Vigili Urbani per la processione secondo il seguente percorso: via IV Novembre, sosta davanti al Comando della Polizia Municipale per l'omaggio Floreale al Santo, via Giusti, Via Polisena, via Pellico, via S. Martino, via Romagnosi, via F. Crispi (sosta davanti al Museo Francesco Lombardo di Giuseppe), sosta in Chiesa Madre e in Piazza del Popolo per l'offerta dello spettacolo piortecnico, via Roma, sosta in Chiesa di Sant'Anna, via Matteotti, via IV Novembre. Solenne rientro in chiesa, "VELATA" del venerato Simulacro di San Sebastiano nella sua nicchia e chiusura dei festeggiamenti.

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12 Dicembre 2016 - 08 Gennaio 2017

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Santa Lucia in Mostra a Carlentini tra culto e religiosità popolare

13 Dicembre 2016 - 8 Gennaio 2017

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Il Museo Francesco Lombardo di Giuseppe espone l’arte del maestro con un modellino e una mongolfiera di velina di carta colorata con disegno e immagine rivolte alla devozione di S.Lucia di fine anni '40 del XIX Secolo presso la Sala di rappresentanza - Palazzo di città - Piazza Diaz Carlentini - Presentazione e inaugurazione martedì 13 Dicembre 2016 ore 11.00 - Salone Parrocchiale, Chiesa dell’Immacolata Concezione - Via Roma Ronco XI Carlentini

La Festa di Santa Lucia a Carlentini

Partendo da Siracusa nel 300, S. Lucia passò per Carlentini, diretta a Catania, ove si proponeva di implorare da Sant’Agata la guarigione di Eutichia sua madre, affetta da grave flusso di sangue. S. Lucia contava allora 14 anni.

E la leggenda si ferma. Ogni devoto carlentinese vantava, reliquia preziosa e cara, un ossicino di un pollice della Santa, al quale non era persona che non s’inchinasse riverente. Se non che, un giorno del 1849 andato in quel comune l’Arcivescovo di Siracusa Mons. Manzo ed esaminata la aeliquia fece capire al clero che quella non poteva esser l’osso di una ragazza a 14 anni, e la portò via a Siracusa mandando in sostituzione di esso un lembo di veste di S. Lucia debitamente autenticato, che si fu solleciti di chiudere in un’urna rappresentata da un avambraccio d’argento. Io non so che cosa abbia pensato di questo scambio la folla dei devoti. Certo però non mi maraviglierei se mi si dicesse aver essa mormorato contro il buon Monsignore; perchè in ordine a santi tutelari ed a reliquie loro i devoti non discutono molto: e se Mons. Manzo prese l’osso di S. Lucia ciò vuol dire che quell’osso faceva comodo a Siracusa, e Carlentini ne fu compensato co un cencio di veste! Sia come si voglia, la festa che si celebrava alla prima si celebra alla seconda reliquia, perchè in fin dei conti è la santa protettrice quella che si vuole onorare. Anzi, perchè le cose andassero meglio, la festa venne definitivamente rinviata all’ultima domenica di Agosto, non consentendolo sempre il maltempo del 13 Dicembre. Quella domenica è preceduta e seguita da due giorni di solennità: il sabato, che passa un pò freddino, benchè si porti in giro la reliquia, ed il lunedì. Ma otto giorni prima, la pace delle famiglie e l’abituale pazienza degli abitanti viene rotta per più ore ed in ore diverse dal tamburino, che squassa e tempesta il suo ingrato strumento come vuole l’uso, come voleva suo padre, suo nonno, il suo bisnonno: giacchè è consuetudine che il tamburinaggio si trasmetta in quel paese per eredità; onde parecchie generazioni consecutive rappresentano la storia di questo ingrato arnese. Nei tre giorni poi lo strazio cresce, perchè se prima era limitato, mettiamo, a tre o quattro volte il dì, ora, alternandosi con la musica, chiama la confraternita, mette in moto le statue dei santi, accompagna gli esercizi dello stendardo, e fà i suoi convenevoli innanzi le persone tenute più in conto, e perfino innanzi le tende dei dolcieri della piazza del Municipio; tanto che tu senti alternare il suo rullo infernale col vocio di questi venditori; Cosa duci c’u ticchi-tacchi! Cannameli c’u nci-nci! come per dire: dolci squisiti, caramelle...

Domenica e lunedì le reliquie percorrono ripetutamente le strade del paese, sopra un carro trascinato da devoti con processione e stendardo maneggiato da chi più forte ed abile offrì la maggior somma alla chiesa. Alla estremità del carro è sospeso un angelo, che non so quando, ma certo in tempo relativamente vicino, urtò o avrebbe urtato contro un filo telegrafico. I paesi vicini non vollero altro per mettere in burla i Carlentinesi; e quel di Lentini, che si suppongono i più interessati nello scherzare alle spalle degli abitanti di Carlentini, improvvisarono e ripetono sovente il motteggio: ’Cianu, spingi ’a canna e ’u chiovu, cà l’angiulu ’mpinciu (Luciano alza la canna ed il chiodo, perchè l’angelo rimase attaccato). Luciano è il nome favorito dei Carlentinesi; il chiodo è l’arnese del quale questi contadini si servono nel raccogliere i ficodindia.


Per Santa Lucia si mangia la’cuccia’

Vi è una storia antica, forse soltanto una leggenda, ma che non escluderemmo possa avere un qualche fondamento di verità. Parla di una crisi terribile, sfociata in carestia che sfiancò e sfinì per la fame gli abitanti di Siracusa. Questi, giunti allo stremo delle forze, ormai rassegnati al loro triste destino, videro giungere dal mare una nave carica di frumento che alleviò le loro sofferenze e consentì di superare quel momento così difficile. Era il giorno di Santa Lucia e cucinare quel frumento diede origine ad una tradizione che non si è mai spenta e che anzi si è diffusa in gran parte della Sicilia. Il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre, si mangia la ’cuccia’, il frumento bollito e condito come se fosse, di volta in volta, un dolce, un piatto unico, o un primo piatto. La tradizione più antica, a dire il vero, ci presenta questo piatto come un dolce, forse a rimarcare ancor più il valore simbolico legato al lieto evento con cui fur ono superate dai siracusani le difficili condizioni della carestia. Il procedimento con cui si prepara la ’cuccia’ dolce non è particolarmente complesso e prevede una prima fase di ripulitura accurata del frumento da cui vengono allontanati i corpi estranei e che viene lavato e versato in un recipiente d’acqua dove rimarrà per ventiquattr’ore. Trascorso questo tempo il frumento viene risciacquato e lessato a fuoco lento per circa due ore, sino a quando, cioè, i chicchi non saranno teneri ed avranno assorbito la gran parte dell’acqua. Lo si scola bene e si dispone in una insalatiera. A parte si prende della ricotta (secondo le dosi consigliate) e la si mescola ben bene con zucchero e cannella, passando eventualmente il tutto al setaccio per evitare il formarsi di grumi. Talvolta la ricotta risulta troppo asciutta, in questo caso si può aggiungere un pò di latte. Si prende quindi del cioccolato fondente a pezzi, si taglia a scagliette e, insieme a della zucca candita si amalgama al meglio con il fumento e con la ricotta condita con zucchero e cannella. Il composto viene quindi servito, quando sicuramente ben freddo, in un piatto di portata. Il condimento della ’cuccia’ dolce può variare anche in relazione ai filtri delle tradizioni locali delle diverse zone della Sicilia, per cui il frumento si può ritrovare condito semplicemente con vincotto, o con crema di latte o, ancora, con miele. In alcune aree della Sicilia, la tradizione di preparare la cuccia dolce viene spostata al 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate.

Ingredienti (per sei persone)
Frumento di grano tenero gr. 500
Ricotta freschissima gr. 400
Zucchero semolato g. 200
Zucca condita g. 150
Cioccolata in tavoletta gr. 50
Cannella in polvere q.b.

Tratto da ’Feste Padronali in Sicilia’ di Giuseppe Pitrè

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eventi

  • 27 Ottobre 2016

    l'Istituto A. Volta di Floridia visita il Museo

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    Gli alunni della 4 classe dell'Istituto comprensivo A. Volta di Floridia hanno visitato il Museo accompagnati dalle insegnanti Carmela Cascone, Carmela Indomenico, Carmela Rizza e Concetta Tarantello.

  • 23 Ottobre 2016

    I Licei artstici di Catania e Lentini visitano il Museo

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    Hanno visitato il Museo con entusiasmo, nella foto da sinistra la prof.ssa Anna Maria Cunsolo (liceo artistico nervi Lentini), la prof.ssa Maria Grazia Aiello, l'arch. Vittorio Contrafatto, in presenza del direttore del Museo sig. Giuseppe Lombardo e il prof. Felice Barone (Liceo Artistico Emilio greco Catania).

  • 9 Ottobre 2016

    Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo

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    Appuntamento al Museo dalle ore 10,00 alle 22,0 - Il museo offre a tutte le famiglie per i propri figli di età fino a 12 anni l’opportunità di trascorrere una giornata creando con segni, tratti e macchie di colore su piccoli supporti cartonati, la composizione di un libro di colori che verrà esposto fino a domenica 16 ottobre c.a. dal titolo ” La scoperta del colore tra segni, tratti e macchie” . Così si vuole stimolare la capacità emotiva e gestuale dei bambini, partendo da circa 50.000 anni fà dove l’homo sapiens iniziò ad usare il colore per fini artistici.

  • 4 Ottobre 2016

    Festa di San Francesco

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    Onorificenza al Simulacro davanti al Museo - martedì 4 ottobre 2016 ore 18.30, Processione cittadina con il Simulacro di San Francesco d’Assisi per le vie: Garibaldi, Scilla, Crispi (sosta davanti al Museo Francesco Lombardo di Giuseppe), piazza del Popolo (sosta davanti al palazzo comunale e saluto del Sindaco; sosta davanti alla Chiesa Madre), Pellico, San Martino, Boschetto, Fava, De Amicis, piazza Caduti di Nassiriya.

  • 27 Agosto 2016

    "Sonnambula" Floridia 2016

    nottebiancafloridia2016

    Notte di fine estate - Visite al museo dalle ore 20:00

  • 24 Agosto 2016

    Terremoto nel centro Italia

    terremotocentroitalia2016

    #terremotocentroitalia2016

  • 5 - 13 Maggio 2016

    Santa Lucia delle quaglie di Maggio in Mostra tra culto e religiosità popolare

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    Il Museo Francesco Lombardo di Giuseppe espone l’arte del maestro con un modellino e una mongolfiera di velina di carta colorata con disegno e immagine rivolte alla devozione di S.Lucia di fine anni '40 del XIX Secolo presso la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali - Sala Caravaggio Siracusa - Inaugurazione 5 maggio 2016 ore 11.00 - Orari: lun. mart. giov. ven. ore 9.00/13.00 - merc. ore 9.00/17.30


    LUCIA martire di Siracusa


    da un celebre motto palermitano:

    ”Santa Lucia, vulissi pani, pani unn’aju e accussi mi staju”


    Storia

    Santa Lucia venne martirizzata il 13 dicembre del 304, perchè cristiana. Dopo il suo martirio il culto si diffuse rapidamente in tutta la Sicilia. A Lei vengono attribuiti tanti miracoli soprattutto legati alla vista.

    La domenica del 13 maggio dell'anno 1646, quando a Siracusa e in altre città Siciliane vennero afflitte da un lungo periodo di carestia, i devoti della Santa stremati dalle loro forze invocarono l’aiuto di Lucia con devote preghiere, un miracolo prodigioso per intercessione della Santa pose fine alla carestia, ad annuniace il miracolo fu una quaglia entrata all'interno del Duomo, quando durante la ”messa” la videro volteggiare e posare sul soglio episcopale, una voce annunciò l’arrivo al porto Aretuseo un bastimento di navi carichi di frumento, che venne distribuito tra la popolazione.

    La Chiesa nel ricordare il miracolo propose il digiuno e l’astensione dal consumare, per questa giornata, pane e pasta.

  • 20 - 28 Marzo 2016

    Pasqua 2016

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    Pasqua al Museo - Si comunica che per il periodo dei riti della settimana Santa rimane aperto l'intera giornata

  • 16 Febbraio 2016

    Incontro al museo con la Soprintendenza BB CC di Siracusa

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    Giornata d'incontro importante oggi al museo da sx con la soprintendente dei BB CC di Siracusa dott.ssa Rosalba Panvini, la dirigente dei Beni etnoantropologici di Siracusa dott.ssa Rita Insolia, il direttore del museo sig. Giuseppe Lombardo, il Sindaco di Floridia Orazio Scalorino e l'assessore alla cultura Mario Bonanno.

  • Febbraio 2016

    Carnevale 2016

    carnevale-1950

    Il museo rimane aperto per tutto il periodo di carnevale nelle ore serali dalle ore 18:00 alle ore 20:00, sarà comunicata in anticipo ogni variazione.

    Carnevale vecchio e pazzo
    (di Gabriele d’Annunzio)
    Carnevale vecchio e pazzo
    ’è venduto il materasso
    per comprare pane, vino,
    tarallucci e cotechino.
    E mangiando a crepapelle
    la montagna di frittelle
    gli è cresciuto un gran pancione
    che somiglia ad un pallone.
    Beve, beve all’improvviso
    gli diventa rosso il viso
    poi gli scoppia anche la pancia
    mentre ancora mangia, mangia.
    Così muore il Carnevale
    e gli fanno il funerale:
    dalla polvere era nato
    e di polvere è tornato.

  • 6 Gennaio 2016

    Epifania del Signore

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    Il museo rimane aperto l'intera giornata.

  • 6 Gennaio 2016

    Benvenuto 2016

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    Benvenuto nuovo anno