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MUSEO DICHIARATO D'INTERESSE REGIONALE

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SOLENNI FESTEGGIAMENTI IN ONORE ALLA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DEL CARMELO

Domenica 16 Luglio 2017

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Domenica 16 Luglio 2017 dalle ore 20,00 il Museo rende onore al simulacro settecentesco di Maria Santissima del Carmelo di Floridia

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LA CROCE DI MALTA AL MUSEO

il devoto Antonio Sebastiano Stella il 5/6/2017 presenta la croce pettorale di San Sebastiano di Floridia al direttore del Museo Giuseppe Lombardo.

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”La croce pettorale certamente è l’elemento più evidente e più emblematico. È una croce di Malta a otto punte, perchè San Sebastiano è, come santo ausiliatore, uno dei compatroni dell’ordine dei cavalieri di Malta.”
di Antonella Agata Di Gregorio 15/01/2012

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CROCE DI MALTA

Il simbolo è una croce ottagona (cioè di otto punte) di origine bizantina, risalente, con ogni probabilità, al VI secolo. Il suo disegno è basato sulle croci usate sin dalla prima crociata.

Le sue 8 punte possono simboleggiare le beatitudini secondo san Matteo:
- Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il Regno dei cieli;
- Beati i miti, perchè possiederanno la Terra;
- Beati gli afflitti, perchè saranno consolati;
- Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perchè saranno saziati;
- Beati i misericordiosi, perchè troveranno misericordia;
- Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio;
- Beati gli operatori di pace, perchè saranno chiamati figli di Dio;
- Beati i perseguitati per amore della giustizia, perchè di essi è il regno dei cieli,


oppure alcune importanti virtù cristiane:
- Lealtà;
- Pietà;
- Franchezza;
- Coraggio;
- Gloria ed onore;
- Disprezzo per la morte;
- Solidarietà verso i poveri ed i malati;
- Rispetto per la Chiesa,


possono anche rappresentare le 8 nazionalità di provenienza dei Cavalieri di San Giovanni oppure gli 8 princìpi che dovevano rispettare gli antichi cavalieri:
- spiritualità;
- semplicità;
- umiltà;
- compassione;
- giustizia;
- misericordia;
- sincerità;
- sopportazione.


wikipedia

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San Paolo Apostolo Patrono di Palazzolo Acreide al Museo

Mostra fotografica dal 16 Giugno al 8 Agosto 2017 - Espongono i fotografi Salvo Alibrio e Paolo Gallo

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Appuntamento al Museo Venerdi ore 18.00 per l'Apertura della mostra, la cittadinanza è invitata a partecipare.

Orari apertura mostra

Tutti i giorni della settimana dal 16 Giugno al 8 Agosto 2017
Lunedì 9,30-12,00 / 18,00-20,30
Martedì 9,30-12,00 / 18,00-20,30
Mercoledì 9,30-12,00 / 18,00-20,30
Giovedì 9,30-12,00 / 18,00-20,30
Venerdì 9,30-12,00 / 18,00-20,30
Sabato 9,30-12,00 / 18,00-20,30
Domenica 9,30-12,00 / 18,00-20,30

antica-chiesa

San Paolo Patrono di Palazzolo Acreide

LA BASILICA

Patrimonio dell’umanità

Riedificata dopo il terribile terremoto del 1693 la Basilica di San Paolo esemplifica quello stupefacente gioco di rimandi, tipico del pensiero urbanistico che guidò, nel primo ’700, la rinascita delle città iblee. La facciata barocca, a tre ordini, con pronao e scenografica gradinata, si sviluppa in un poderoso gioco plastico di luci e ombre che, in questa ardita costruzione, alterna superfici continue a logge balaustrate, sontuosi ricami di pietra e severe teorie di Santi. L’interno, di forma basilicale a tre navate, è un vero scrigno d’arte: dalla ricchissima volta, alle possenti colonne tortili che troneggiano nell’abside, ai numerosi quadri tutti di ottima fattura tra i quali si annoverano opere di Giuseppe Crestadoro e Olivio Sozzi. La Basilica, di San Paolo, il 27 Giugno 2002, è stata dichiarata dall’UNESCO ”Monumento Patrimonio dell’Umanità”.


www.sanpaoloapostolo.it

”A Sciuta”

29 Giugno ore 13,00

”Mi ritornano spesso in mente le immagini di quei giorni: i fedeli che pregano in chiesa, i fornai che preparano il loro bellissimo pane, lo sforzo degli uomini sotto il peso della statua del loro grande Patrono, i bambini tenuti in alto per la benedizione, i colori, la luce. Ho sempre amato i fuochi d’artificio, ma lo spettacolo davanti alla chiesa è una cosa che non ho mai visto da nessun’altra parte. Era veramente folgorante”.

Jane Hartney (della TV americana ABC News)


APPUNTAMENTI PRINCIPALI

28 Giugno
Ore 18,00: Giro di Gala
Ore 20,30: Svelata della statua del Santo
Ore 22,00: Serata musicale
29 Giugno
Ore 09,00: Giro per la raccolta del pane
Ore 10,45: Benedizione delle cuddure e degli animali
Ore 13,00: Spettacolare SCIUTA
Ore 20,00: Processione serale
Ore 23,30: Rientro della processione Spettacolo pirotecnico
6 Luglio (ottava)
Ore 20,00: Processione
Ore 23,30: Velata della cinquecentesca Statua del Patrono


NOTA: Eventuali ed ulteriori modifiche e comunicazioni, in riferimento alla mostra, saranno pubblicate su questa pagina web

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Solenne Festeggiamento in onore di San Giuseppe

19 Marzo 2017

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Domenica ore 19.30, processione del venerato simulacro di San Giuseppe secondo il seguente percorso per le vie: piazza Marconi, via Bellini, via XXIV Maggio, via Maesano (sosta allo Spirito Santo), via Giuliano, via Giusti, via S. Martino, via Boschetto, via Garibaldi (sosta a San Francesco), via Romagnosi, via F. Crispi (sosta davanti al Museo Francesco Lombardo di Giuseppe), piazza del Popolo (sosta Chiesa Madre), via Roma (sosta a S. Anna), via Matteotti, piazza Marconi.

La minestra di San Giuseppe

la minestra è un piatto tipico della tradizione culinaria siciliana, un piatto legato al cristianesimo e alla figura di San Giuseppe che incarna il simbolo dell’umiltà e della povertà, difatti veniva preparata in occasione del 19 Marzo come piatto da offrire ai poveri.

Ingredienti (per quattro persone)
200 gr. fagioli secchi
200 gr. lenticchie
500 gr. verdure miste
1 costa di sedano
2 carote
1 cipolla
1 mazzetto di finocchietto selvatico
200 gr. pasta ditali
sale, pepe, olio d'oliva quanto basta

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Carnevale 2017

23/28 Febbraio 2017

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Visita il Museo dal 23 al 28 Febbraio 2017 - ingresso gratuito

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Festosa uscita del simulacro di San Sebastiano bimartire

20 Gennaio 2017

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Venerdì ore 18.00, festosa uscita del simulacro di San Sebastiano Bimartire accompagnato dalle Confraternite e Congregazioni della città di Floridia dal Comitato San Sebastiano di Siracusa e dai Vigili Urbani per la processione secondo il seguente percorso: via IV Novembre, sosta davanti al Comando della Polizia Municipale per l'omaggio Floreale al Santo, via Giusti, Via Polisena, via Pellico, via S. Martino, via Romagnosi, via F. Crispi (sosta davanti al Museo Francesco Lombardo di Giuseppe), sosta in Chiesa Madre e in Piazza del Popolo per l'offerta dello spettacolo piortecnico, via Roma, sosta in Chiesa di Sant'Anna, via Matteotti, via IV Novembre. Solenne rientro in chiesa, "VELATA" del venerato Simulacro di San Sebastiano nella sua nicchia e chiusura dei festeggiamenti.

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Benvenuto 2017

Benvenuto nuovo anno

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Benvenuto nuovo anno

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Visita il nostro Presepe metropolitano

12 Dicembre 2016 - 08 Gennaio 2017

dicembre2016-visita
Vieni a visitare il nostro Presepe metropolitano

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Santa Lucia in Mostra a Carlentini tra culto e religiosità popolare

13 Dicembre 2016 - 8 Gennaio 2017

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Il Museo Francesco Lombardo di Giuseppe espone l’arte del maestro con un modellino e una mongolfiera di velina di carta colorata con disegno e immagine rivolte alla devozione di S.Lucia di fine anni '40 del XIX Secolo presso la Sala di rappresentanza - Palazzo di città - Piazza Diaz Carlentini - Presentazione e inaugurazione martedì 13 Dicembre 2016 ore 11.00 - Salone Parrocchiale, Chiesa dell’Immacolata Concezione - Via Roma Ronco XI Carlentini

La Festa di Santa Lucia a Carlentini

Partendo da Siracusa nel 300, S. Lucia passò per Carlentini, diretta a Catania, ove si proponeva di implorare da Sant’Agata la guarigione di Eutichia sua madre, affetta da grave flusso di sangue. S. Lucia contava allora 14 anni.

E la leggenda si ferma. Ogni devoto carlentinese vantava, reliquia preziosa e cara, un ossicino di un pollice della Santa, al quale non era persona che non s’inchinasse riverente. Se non che, un giorno del 1849 andato in quel comune l’Arcivescovo di Siracusa Mons. Manzo ed esaminata la aeliquia fece capire al clero che quella non poteva esser l’osso di una ragazza a 14 anni, e la portò via a Siracusa mandando in sostituzione di esso un lembo di veste di S. Lucia debitamente autenticato, che si fu solleciti di chiudere in un’urna rappresentata da un avambraccio d’argento. Io non so che cosa abbia pensato di questo scambio la folla dei devoti. Certo però non mi maraviglierei se mi si dicesse aver essa mormorato contro il buon Monsignore; perchè in ordine a santi tutelari ed a reliquie loro i devoti non discutono molto: e se Mons. Manzo prese l’osso di S. Lucia ciò vuol dire che quell’osso faceva comodo a Siracusa, e Carlentini ne fu compensato co un cencio di veste! Sia come si voglia, la festa che si celebrava alla prima si celebra alla seconda reliquia, perchè in fin dei conti è la santa protettrice quella che si vuole onorare. Anzi, perchè le cose andassero meglio, la festa venne definitivamente rinviata all’ultima domenica di Agosto, non consentendolo sempre il maltempo del 13 Dicembre. Quella domenica è preceduta e seguita da due giorni di solennità: il sabato, che passa un pò freddino, benchè si porti in giro la reliquia, ed il lunedì. Ma otto giorni prima, la pace delle famiglie e l’abituale pazienza degli abitanti viene rotta per più ore ed in ore diverse dal tamburino, che squassa e tempesta il suo ingrato strumento come vuole l’uso, come voleva suo padre, suo nonno, il suo bisnonno: giacchè è consuetudine che il tamburinaggio si trasmetta in quel paese per eredità; onde parecchie generazioni consecutive rappresentano la storia di questo ingrato arnese. Nei tre giorni poi lo strazio cresce, perchè se prima era limitato, mettiamo, a tre o quattro volte il dì, ora, alternandosi con la musica, chiama la confraternita, mette in moto le statue dei santi, accompagna gli esercizi dello stendardo, e fà i suoi convenevoli innanzi le persone tenute più in conto, e perfino innanzi le tende dei dolcieri della piazza del Municipio; tanto che tu senti alternare il suo rullo infernale col vocio di questi venditori; Cosa duci c’u ticchi-tacchi! Cannameli c’u nci-nci! come per dire: dolci squisiti, caramelle...

Domenica e lunedì le reliquie percorrono ripetutamente le strade del paese, sopra un carro trascinato da devoti con processione e stendardo maneggiato da chi più forte ed abile offrì la maggior somma alla chiesa. Alla estremità del carro è sospeso un angelo, che non so quando, ma certo in tempo relativamente vicino, urtò o avrebbe urtato contro un filo telegrafico. I paesi vicini non vollero altro per mettere in burla i Carlentinesi; e quel di Lentini, che si suppongono i più interessati nello scherzare alle spalle degli abitanti di Carlentini, improvvisarono e ripetono sovente il motteggio: ’Cianu, spingi ’a canna e ’u chiovu, cà l’angiulu ’mpinciu (Luciano alza la canna ed il chiodo, perchè l’angelo rimase attaccato). Luciano è il nome favorito dei Carlentinesi; il chiodo è l’arnese del quale questi contadini si servono nel raccogliere i ficodindia.


Per Santa Lucia si mangia la’cuccia’

Vi è una storia antica, forse soltanto una leggenda, ma che non escluderemmo possa avere un qualche fondamento di verità. Parla di una crisi terribile, sfociata in carestia che sfiancò e sfinì per la fame gli abitanti di Siracusa. Questi, giunti allo stremo delle forze, ormai rassegnati al loro triste destino, videro giungere dal mare una nave carica di frumento che alleviò le loro sofferenze e consentì di superare quel momento così difficile. Era il giorno di Santa Lucia e cucinare quel frumento diede origine ad una tradizione che non si è mai spenta e che anzi si è diffusa in gran parte della Sicilia. Il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre, si mangia la ’cuccia’, il frumento bollito e condito come se fosse, di volta in volta, un dolce, un piatto unico, o un primo piatto. La tradizione più antica, a dire il vero, ci presenta questo piatto come un dolce, forse a rimarcare ancor più il valore simbolico legato al lieto evento con cui fur ono superate dai siracusani le difficili condizioni della carestia. Il procedimento con cui si prepara la ’cuccia’ dolce non è particolarmente complesso e prevede una prima fase di ripulitura accurata del frumento da cui vengono allontanati i corpi estranei e che viene lavato e versato in un recipiente d’acqua dove rimarrà per ventiquattr’ore. Trascorso questo tempo il frumento viene risciacquato e lessato a fuoco lento per circa due ore, sino a quando, cioè, i chicchi non saranno teneri ed avranno assorbito la gran parte dell’acqua. Lo si scola bene e si dispone in una insalatiera. A parte si prende della ricotta (secondo le dosi consigliate) e la si mescola ben bene con zucchero e cannella, passando eventualmente il tutto al setaccio per evitare il formarsi di grumi. Talvolta la ricotta risulta troppo asciutta, in questo caso si può aggiungere un pò di latte. Si prende quindi del cioccolato fondente a pezzi, si taglia a scagliette e, insieme a della zucca candita si amalgama al meglio con il fumento e con la ricotta condita con zucchero e cannella. Il composto viene quindi servito, quando sicuramente ben freddo, in un piatto di portata. Il condimento della ’cuccia’ dolce può variare anche in relazione ai filtri delle tradizioni locali delle diverse zone della Sicilia, per cui il frumento si può ritrovare condito semplicemente con vincotto, o con crema di latte o, ancora, con miele. In alcune aree della Sicilia, la tradizione di preparare la cuccia dolce viene spostata al 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate.

Ingredienti (per sei persone)
500 gr. Frumento di grano tenero
400 gr. Ricotta freschissima
200 gr. Zucchero semolato
150 gr. Zucca condita
50 gr. Cioccolata in tavoletta
Cannella in polvere quanto basta

Tratto da ’Feste Padronali in Sicilia’ di Giuseppe Pitrè

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eventi

  • 27 Ottobre 2016

    l'Istituto A. Volta di Floridia visita il Museo

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    Gli alunni della 4 classe dell'Istituto comprensivo A. Volta di Floridia hanno visitato il Museo accompagnati dalle insegnanti Carmela Cascone, Carmela Indomenico, Carmela Rizza e Concetta Tarantello.

  • 23 Ottobre 2016

    I Licei artstici di Catania e Lentini visitano il Museo

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    Hanno visitato il Museo con entusiasmo, nella foto da sinistra la prof.ssa Anna Maria Cunsolo (liceo artistico nervi Lentini), la prof.ssa Maria Grazia Aiello, l'arch. Vittorio Contrafatto, in presenza del direttore del Museo sig. Giuseppe Lombardo e il prof. Felice Barone (Liceo Artistico Emilio greco Catania).

  • 9 Ottobre 2016

    Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo

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    Appuntamento al Museo dalle ore 10,00 alle 22,0 - Il museo offre a tutte le famiglie per i propri figli di età fino a 12 anni l’opportunità di trascorrere una giornata creando con segni, tratti e macchie di colore su piccoli supporti cartonati, la composizione di un libro di colori che verrà esposto fino a domenica 16 ottobre c.a. dal titolo ” La scoperta del colore tra segni, tratti e macchie” . Così si vuole stimolare la capacità emotiva e gestuale dei bambini, partendo da circa 50.000 anni fà dove l’homo sapiens iniziò ad usare il colore per fini artistici.

  • 4 Ottobre 2016

    Festa di San Francesco

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    Onorificenza al Simulacro davanti al Museo - martedì 4 ottobre 2016 ore 18.30, Processione cittadina con il Simulacro di San Francesco d’Assisi per le vie: Garibaldi, Scilla, Crispi (sosta davanti al Museo Francesco Lombardo di Giuseppe), piazza del Popolo (sosta davanti al palazzo comunale e saluto del Sindaco; sosta davanti alla Chiesa Madre), Pellico, San Martino, Boschetto, Fava, De Amicis, piazza Caduti di Nassiriya.

  • 27 Agosto 2016

    "Sonnambula" Floridia 2016

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    Notte di fine estate - Visite al museo dalle ore 20:00

  • 24 Agosto 2016

    Terremoto nel centro Italia

    terremotocentroitalia2016

    #terremotocentroitalia2016

  • 5 - 13 Maggio 2016

    Santa Lucia delle quaglie di Maggio in Mostra tra culto e religiosità popolare

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    Il Museo Francesco Lombardo di Giuseppe espone l’arte del maestro con un modellino e una mongolfiera di velina di carta colorata con disegno e immagine rivolte alla devozione di S.Lucia di fine anni '40 del XIX Secolo presso la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali - Sala Caravaggio Siracusa - Inaugurazione 5 maggio 2016 ore 11.00 - Orari: lun. mart. giov. ven. ore 9.00/13.00 - merc. ore 9.00/17.30


    LUCIA martire di Siracusa


    da un celebre motto palermitano:

    ”Santa Lucia, vulissi pani, pani unn’aju e accussi mi staju”


    Storia

    Santa Lucia venne martirizzata il 13 dicembre del 304, perchè cristiana. Dopo il suo martirio il culto si diffuse rapidamente in tutta la Sicilia. A Lei vengono attribuiti tanti miracoli soprattutto legati alla vista.

    La domenica del 13 maggio dell'anno 1646, quando a Siracusa e in altre città Siciliane vennero afflitte da un lungo periodo di carestia, i devoti della Santa stremati dalle loro forze invocarono l’aiuto di Lucia con devote preghiere, un miracolo prodigioso per intercessione della Santa pose fine alla carestia, ad annuniace il miracolo fu una quaglia entrata all'interno del Duomo, quando durante la ”messa” la videro volteggiare e posare sul soglio episcopale, una voce annunciò l’arrivo al porto Aretuseo un bastimento di navi carichi di frumento, che venne distribuito tra la popolazione.

    La Chiesa nel ricordare il miracolo propose il digiuno e l’astensione dal consumare, per questa giornata, pane e pasta.

  • 20 - 28 Marzo 2016

    Pasqua 2016

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    Pasqua al Museo - Si comunica che per il periodo dei riti della settimana Santa rimane aperto l'intera giornata

  • 16 Febbraio 2016

    Incontro al museo con la Soprintendenza BB CC di Siracusa

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    Giornata d'incontro importante oggi al museo da sx con la soprintendente dei BB CC di Siracusa dott.ssa Rosalba Panvini, la dirigente dei Beni etnoantropologici di Siracusa dott.ssa Rita Insolia, il direttore del museo sig. Giuseppe Lombardo, il Sindaco di Floridia Orazio Scalorino e l'assessore alla cultura Mario Bonanno.

  • Febbraio 2016

    Carnevale 2016

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    Il museo rimane aperto per tutto il periodo di carnevale nelle ore serali dalle ore 18:00 alle ore 20:00, sarà comunicata in anticipo ogni variazione.

    Carnevale vecchio e pazzo
    (di Gabriele d’Annunzio)
    Carnevale vecchio e pazzo
    ’è venduto il materasso
    per comprare pane, vino,
    tarallucci e cotechino.
    E mangiando a crepapelle
    la montagna di frittelle
    gli è cresciuto un gran pancione
    che somiglia ad un pallone.
    Beve, beve all’improvviso
    gli diventa rosso il viso
    poi gli scoppia anche la pancia
    mentre ancora mangia, mangia.
    Così muore il Carnevale
    e gli fanno il funerale:
    dalla polvere era nato
    e di polvere è tornato.

  • 6 Gennaio 2016

    Epifania del Signore

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    Il museo rimane aperto l'intera giornata.

  • 6 Gennaio 2016

    Benvenuto 2016

    benvenuto2016

    Benvenuto nuovo anno